prog.01 CASA PIAZZA: patrimonio da recuperare


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Lo scorso 9 maggio la Presidenza del Consiglio dei Ministri ha aperto un bando, stanziando un fondo di 150 milioni di euro, per il recupero di luoghi culturali e bellezze architettoniche dimenticate (maggiori info qui). “Futuro Comune” ha subito pensato a “Casa Piazza“, antico edificio nel cuore del centro storico di Pieve che è stato acquistato dall’ex comune di Transacqua nel 2006 e per il quale è già stato elaborato un progetto di recupero a cura dell’arch. Vittorio Cerqueni nel 2012 (aggiornato nel 2014). Tale progetto prevede il restauro del prezioso palazzo trasformandolo nel Portale della Rete della Storia e della Memoria, sede di archivio, laboratorio ed esposizione del patrimonio culturale di Primiero.

L’intervento, del costo complessivo di circa 1 milione di euro, prevede il risanamento della struttura, il restauro di intonaci, affreschi e in generale degli interni. Dopo tre diversi bandi di finanziamento presso la Sopraintendenza dei Beni Culturali condotti dalla Comunità di Valle (per conto dell’allora Comune di Transacqua che aveva affidato in comodato lo stabile) quest’opera è, ad oggi, ancora in attesa di finanziamento nonostante siano stati definiti il progetto e la destinazione d’uso futura. L’immobile versa in condizioni critiche, l’ex Comune di Transacqua si è visto costretto ad intervenire rimuovendo comignoli e poggioli pericolanti per motivi di sicurezza ed urge un intervento di consolidamento strutturale e di rifacimento della copertura, almeno per rallentare il deperimento del palazzo.

Per questo motivo abbiamo deciso di redigere un documento di sintesi e di inoltrarlo a bellezza@governo.it , il canale individuato dal governo per raccogliere le candidature dei progetti.

Anche tu, se vuoi, puoi contribuire alla causa con un gesto semplice: invia una e-mail a quell’indirizzo, allegando il documento di sintesi. E’ importante, poiché le proposte che preverranno saranno valutate anche in relazione al numero di segnalazioni. Questa, quasi certamente, è l’unica chance che “Casa Piazza” potrà sperare di giocarsi perlomeno per questo mandato amministrativo.

INDIRIZZO:

bellezza@governo.it

TESTO:

Con la presente segnalo alla Presidenza del Consiglio dei Ministri l’edificio casa “Piazza” in Pieve, frazione di Primiero San Martino di C. (TN), costituente la p.ed. 73/1 in c.c. di Transacqua, il quale, seppur pieno di storia e di elementi di pregio, versa in uno stato di abbandono e degrado. L’edificio è di proprietà comunale, è già stato redatto un progetto ed individuata la funzione di Portale della Rete della Storia e della Memoria di Primiero, sede di archivio, laboratorio ed esposizione del patrimonio culturale della comunità di valle. Per queste motivazioni ritengo questo esempio un candidato ideale rispetto alle finalità del Governo.

Allego il documento di sintesi dell’edificio e del progetto, interamente scaricabile qui (https://www.dropbox.com/sh/ramsxlwqmiztwzi/AABTJSwVZxX4Zk5kOH8oWhp3a?dl=1)

Confidando in un accoglimento di questa mia istanza porgo distinti saluti

ALLEGATO: (da scaricare e allegare direttamente all’e-mail)

scarica qui il documento di sintesi da inoltrare via e-mail

Edilizia e territorio: invertiamo la rotta


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Le recenti statistiche elaborate dall’Osservatorio per il Paesaggio Trentino hanno dato inequivocabilmente conferma a quanto da anni è sotto gli occhi di tutti: a Primiero il consumo di suolo a scopi edificatori ha prevaricato ampiamente le reali necessità della popolazione sia a fini residenziali che turistici. In particolare, tra le principali località turistiche della provincia di Trento, il nostro territorio si classifica all’ultimo posto con il più alto indice di urbanizzazione in rapporto ai dati demografici. Di fronte a questa evidente problematica riteniamo che sia oggi indispensabile un’inversione di rotta.

I nuovi strumenti urbanistici dovranno innanzitutto porre un freno all’introduzione di nuove aree edificabili mirando, attraverso l’istituzione di concreti incentivi, alla riqualificazione del tessuto esistente. Applicando il sistema dei “crediti edilizi”, introdotto dalla L.P. 15/2015 “Legge Provinciale per il governo del territorio”, sarà inoltre possibile avviare un confronto con i proprietari dei lotti edificabili esistenti al fine di verificarne le reali necessità e, dove possibile, trovare un accordo con gli interessati per ridimensionarne le previsioni. Particolare attenzione dovrà essere riposta nel favorire il ripopolamento dei centri storici e la loro rinascita dal punto di vista socio-culturale. Attraverso una revisione degli strumenti pianificatori dovrà essere innescato un graduale processo di recupero consapevole del patrimonio edilizio tradizionale. L’attivazione di un processo di rivitalizzazione dei centri storici degli ex-comuni implicherà tuttavia anche uno sforzo culturale da parte dei loro abitanti. La revisione della viabilità automobilistica in favore di nuove aree pedonalizzate o tracciati ciclabili porterà necessariamente a scelte impopolari che con il tempo, siamo certi, verranno ampiamente ripagate.

Sarà necessario inoltre promuovere una nuova consapevolezza a livello architettonico e paesaggistico, poiché qualità del costruito e cura del territorio sono parametri fondamentali per l’attrattività di una località turistica. Da più di un decennio ormai regioni alpine quali il Canton Dei Grigioni, la Carinzia, Il Voralberg o il vicino Alto Adige sono giunte a questa conclusione ed oggi sono noti in tutto il mondo gli eccellenti risultati ottenuti in campo architettonico. Siamo convinti che una maggior attenzione alla qualità dell’architettura e degli interventi sul paesaggio siano la base di partenza per contrastare il declino dell’economia turistica locale. Constatiamo purtroppo che troppo spesso idee valide dal punto di vista architettonico sono “azzoppate” in partenza da strumenti urbanistici privi di qualsiasi visione e da una manualistica “scolastica” orientata alla banale ripetizione di modelli tipologici appartenenti al passato. La proposta che avanziamo al fine di aggirare l’ostacolo normativo (sulla base del modello Altoatesino, precedentemente collaudato in Svizzera e Germania) consiste nella nomina da parte dell’ente comunale di una commissione di tecnici di comprovata capacità in grado di indirizzare progettista e committente nella definizione di idee progettuali anche al di fuori dei limiti normativi. Al termine di tale percorso, l’ottenimento del titolo edilizio avverrebbe automaticamente, senza che sia richiesta l’espressione di un parere da parte della commissione edilizia comunale. Deve inoltre essere favorita e promossa la ricerca di un identità architettonica autoctona disincentivando il trapianto forzoso di stilemi e modelli estetici appartenenti ad altri ambiti geografici.

Il rilancio dell’economia legata al mondo dell’artigianato passa anche attraverso le politiche di sviluppo che la pubblica amministrazione è chiamata ad adottare. I lavori pubblici dovranno tenere conto delle problematiche vissute dal nostro comparto edilizio, favorendo il lavoro di imprese locali e garantendo alle stesse pari opportunità di accesso al sistema di affido diretto. Dovrà essere applicata una corretta rotazione tra le ditte in modo tale da garantire un equo e paritario apporto pubblico a sostegno degli operatori di settore. Ciò premesso, anche per gli incarichi di progettazione dovranno essere adottati diversi livelli di importanza e, compatibilmente con le normative vigenti, favorire il lavoro locale. Per interventi di rilievo si dovrà invece privilegiare il metodo del concorso di idee, un approccio che permette di scegliere le soluzioni proposte e non direttamente il progettista, garantendo qualità e innovazione progettuale.

Mobilità e viabilità: un sistema sostenibile


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Anche il Primiero, come molte altre località turistiche “mature” delle Dolomiti e delle Alpi dove colpevolmente si è investito meno in tal senso, incontra crescenti problemi per la qualità dell’ambiente più prossimo alle zone urbanizzate. Lo straordinario panorama delle Pale certamente non basta più per imporsi su una concorrenza alpina che può trarre vantaggio da investimenti maggiormente mirati in materia di mobilità.

Un programma di amministrazione moderno e lungimirante, quindi, non può esimersi da un ragionamento serio ed obbiettivo sulla mobilità della nostra Valle e sulle possibili soluzioni ai problemi ad essa collegati. Una viabilità principale estremamente invadente (vedi ad esempio, ma non solo, l’attraversamento di Fiera di Primiero e di San Martino di Castrozza) crea notevoli problemi sia di inquinamento che di sicurezza e al tempo stesso genera una netta perdita di qualità degli ambienti con caratteristiche di elevata sensibilità ambientale. È sotto agli occhi di tutti come, in particolari periodi dell’anno e nei fine settimana, le principali arterie veicolari sono congestionate da lunghe colonne di automobili a fronte di ricadute economiche oggettivamente spesso irrilevanti per gli stessi operatori turistici locali: i risultati economici, infatti, si verificano solamente laddove i mezzi di trasporto si fermano e non dove sono solo di passaggio.

Se vogliamo che il nostro territorio continui (o ritorni) ad essere una destinazione per il riposo e lo svago di qualità per i turisti e non un semplice corridoio di transito, è necessario programmare gli interventi affinché tutti quegli elementi che contribuiscono a logorare “l’uomo di città”, che si reca da noi per riposarsi, per rilassarsi e per avere il contatto vero con la montagna e la natura, vengano mantenute lontane. Il riferimento va in primo luogo alle auto, al traffico pendolare del fine settimana, da cui chi viene in montagna ed in Primiero altro non desidera che allontanarsi. Ciò non significa impedire ai turisti di muoversi dentro il nostro territorio ma che è necessario maturare la consapevolezza che un sistema di mobilità sostenibile organizzato dal punto di vista ambientale può portare molteplici vantaggi: un miglioramento della vivibilità dei paesi (prima di tutto per chi ci abita) e della qualità dell’offerta ricettiva, oltre alla preservazione delle eccellenze ambientali che ci contraddistinguono e che, spesso, sono elementi discriminanti nella scelta della destinazione turistica sia estiva che invernale.

Il nostro gruppo è estremamente convinto che uno dei punti di partenza del Futuro Comune debba proprio essere il ripensamento delle modalità di spostamento sia turistico che residenziale/quotidiano, non certamente seguendo ragionamenti dettati da un utopico integralismo “green” ma secondo modelli e schemi ormai consolidati in tutto l’arco alpino (vedasi Alto Adige, Tirolo, Svizzera), concreti e realizzabili, anche tenendo conto delle disponibilità economiche. Il tempo delle grandi opere di matrice provinciale è inesorabilmente finito; inizia ora anche in tema di mobilità e trasporti il tempo della programmazione, una programmazione seria, fatta di priorità e approfondite analisi costi-benefici.
Sono quanto mai necessari dei progetti strategici dedicati al fondovalle e all’abitato di San Martino che definiscano puntualmente strategie, soluzioni ed interventi mirati per la riqualificazione del territorio, il tutto integrando infrastrutture, azioni diffuse di limitazione del traffico, aumento dell’efficienza del mezzo pubblico e dislocamento mirato dei parcheggi allo scopo di massimizzare le ricadute positive del sistema trasporti.

Serve un approccio che riparta dalla valutazione dalle proposte già fatte negli anni scorsi e che, attraverso la condivisione con i vari attori del territorio ed il necessario coinvolgimento della Comunità, porti ad un vero e proprio piano per la mobilità che consenta la programmazione degli interventi sul medio-lungo periodo.